Perché quello che è stato è destinato a venirci nuovamente in faccia, prima o poi? Perché farà sempre male pensare alle cose brutte(o belle) che ci sono capitate, anche se le carte in tavola sono cambiate e si è raggiunto un nuovo equilibrio? Penso che sia un'alchimia complessa che ci distingue dalle pecore, da quegli animali che mangiano, defecano, dormono e basta. Ma il punto non è in quale misura questo fastidioso(o magnifico, dipende dai punti di vista) carattere dell'umanità ci renda diversi da ciò che ci circonda. A me interessano, ora come non mai, le conseguenze del ricordare.
Chi mi conosce sa che per tre lunghi anni sono andata pazza per M.. Era maledettamente bello, e lo era ancora l'ultima volta che l'ho visto. Perché e successo un casino, sapete? In seconda liceo è stato bocciato(io l'ho saputo due settimane fa, e questo denota quanto fossi legata a lui negli ultimi anni) e, non so se volente o nolente, ma mi sa che non ne aveva proprio voglia. L'hanno mandato in un convitto maschile di preti; non importa che ordine monastico, per me resta un convento, anche se non lo è. Una prigione. La sto mettendo sul drammatico, ma vi giuro che mi sono sentita male quando ho letto la sua ubicazione sulla sua pagina di facebook. Solo perché uno non fa un cazzo tutto il giorno e fuma come un ciminiera della centrale elettrica di Ferrara non merita mica una punizione simile, secondo me. Non sono nella posizione migliore per criticare la scelta dei suoi, e non voglio con questo sfogo gettare alcuna accusa. Se non contro me stessa per essermene fregata, una volta ritrovato l'equilibrio. Ho cancellato, ho tentato di scordarmi di quella volta che al telefono mi disse, in risposta alla domanda: «Mi trovi carina?», «Bella non sei, ma almeno sei simpatica». Devo ammettere che ero proprio bruttina quattro anni fa, ma mi ha mentito, perché ero così assillante nei suoi confronti che non dovevo nemmeno stargli molto simpatica. Pensavo che cercando di non guardarlo più e di non parlargli più sarebbe stato più facile. E così è stato. Almeno fino ad oggi. Mi sono piaciuti altri ragazzi in questi due anni, due per la precisione, ma mai ne ho trovato uno che avesse le caratteristiche che ha lui. E' proprio vero che il primo amore non si scorda mai. Io non lo amo più, però mi manca, perché so che ora farò fatica a vederlo, come una freccia sulla sua bicicletta. Mi sentirò vuota tutte le volte che passerò davanti a quel bancone, perché saprò che non c'è lui dietro a quella bandiera interista.
Mi manchi, puntini di sospensione...
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