Ieri è stato fenomenale! Ho fatto Modena- Milano con un treno regionale, detto "della speranza", studiando storia, che poi non ha manco interrogato. Il fatto curioso è che sembrava facesse apposta per ritardare, poi recuperava pian piano e infine faceva una lunghissima sosta per arrivare con ben trentadue minuti di ritardo. Poi abbiamo mangiato, io, grushenka, Many, chettimar e osvaldo in un posto vicino alla Centrale che si chiama Mama burger; io ho preso delle stecche di pollo fritto con le patatine, ed era tutto più buono che al McDonalds. Poi via, con la metro fino a Piazza Genova e a piedi come frecce attraverso i Navigli, ed eccoci al Forma, lo studio fotografico dove sono esposte fino al 9 aprile la maggior parte delle fotografie di Robert Mapplethorpe, tra cui il suo celeberrimo autoritratto con la frusta infilata nel culo. Mia cugina ha persino comprato il catalogo. Io aveva caricato le batterie della macchina fotografica il giorno prima, ma alla fine dono rimasta tanto incredula davanti a quello spettacolo che non mi è nemmeno passato per l'anticamera del cervello di tirarla fuori. Era davvero un momento troppo magico per spenderlo(e perderlo) afferrando tutte quelle meravigliose immagini in una scatola di metallo. Non mi ricordo chi lo disse, chiedo venia, ma mi pare di aver sentito che "gli occhi sono la migliore macchina fotografica a nostra disposizione, e ce li da la natura". In breve, è come se fosse propria del nostro essere umani la peculiare capacità di vedere e memorizzare. E istanti come quelli che ho passato ieri non li dimenticherebbe nessuno, se fosse nei miei panni. (E io soprattutto non riuscirò facilmente a togliermi dalla testa quella sfilza di fotografie dal titolo identico "Cazzo, 1987", "Cazzo, 1989" ecc, ecc.)
Perché era davvero un desiderio che avevo di essere in quel posto, anche se l'iniziale data prescelta era del novembre scorso. Ma, tosse e mal di testa della sottoscritta non permettendo, abbiamo rinviato a ieri. E meno male, perché il viaggio di ritorno è stato la ciliegina sulla torta! Ho conosciuto Dawson Leery, anche se ho capito che si è rotto di esser chiamato così. Ma se ne parlerò ancora continuerò a riferirmi a lui così, perché il suo nome va conservato per quando diventerà regista, sulle orme del caro Spielberg. Ho fatto la sua conoscenza per puro caso, perché accanto a noi, in un vagone declassato dalla prima alla seconda classe c'era un pazzo che cercava in tutti i modi di far funzionare un penna a sfera rossa, che evidentemente aveva esaurito l'inchiostro. E guardando quello e ridendo piano, ci siamo scoperti a pensarla uguale, almeno su quel tale. (Che bello ho fatto una rima!) E poi suvvia, funziona così, si inizia a parlare, e ti si apre un mondo davanti, che guarda caso un poco al mio ci assomigliava. E' stato simpatico come viaggio in treno, perché ho scoperto che c'è altra gente, a Modena e dintorni, che scrive con passione e che apprezza i vecchi film, le colonne sonore, e con cui condividere l'odio per Twilight.
Non c'è che dire, proprio una bella giornata.
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