mercoledì 27 giugno 2012

Read before Imagine

Dicono che in Italia ci siano più scrittori che lettori, è da un pezzo che lo sento ripetere. Penso che sia vero. Eppure continuo a ripetermi che i libri sono al serviszio degli scrittori, perciò leggo a tutto spiano. 

E' da un pezzo che non scrivo di libri, mi pare.
Inizio dicendo che, fatto bizzarro, sono capace di scrivere di libri, ma comincio a chiedermi se scrivere libri, scrivere storie, sia la mia strada. Sono incostante, mi faccio prendere dalle trame che mi vengono in mente, e appena mi viene un'altra idea, finisco sempre per ritenerla migliore di quella precedente, comincio ad elaborarla, ma poi la faccenda torna daccapo. Che seccatura, ho tutti questi spunti messi in fila su un blocco di carta, e non riesco a portarne a termine uno senza lasciarmi sedurre dagli altri! Una volta, forse, le cose andavano diversamente. Perché non avevo niente di speciale che mi tenesse legata alla realtà, quindi lasciavo viaggiare l'immaginazione. Vivevo nelle mie storie, perché qui non c'era proprio niente a cui pensare. Questo accadeva quando ancora non mi sentivo parte di un gruppo, quando consideravo i ragazzi dei vermi senz'anima, quando andavo dietro a un fighetto bello ma vuoto, quando non amavo, ma servivo, solitaria, le cieche aspettative degli estranei più insulsi. Ora è diverso, è cambiato tutto. Sono solidamente ancorata a questo mondo da una cerchia di amiche di cui non posso più fare a meno (e questo mi rende felice, perché mai mi sono sentita più viva), ho rivalutato il ruolo degli uomini nella mia vita grazie ad nuove amicizie, contatti ripristinati e convivenze obbligate, ma soprattutto, soprattutto mi sono innamorata. Con i ragazzi che mi sono piaciuti fin ora pazienza - erano dei citrulli di tredici anni o giù di lì, che non conoscevo neanche tanto bene - era semplice; è facile narrare un'avventura quando hai solo un volto e dei tratti caratteriali fondamentalmente imprecisi e stereotipati con cui rapportarti. Come si fa, invece, ad ispirarsi ad una persona quando la conosci tanto bene e ami talmente il modo in cui è fatta, ogni cosa che compone l'idea di quell'individuo, che vorresti rappresentarlo esattamente com'è? Ovviamente questo non ti è concesso, però, perché non vuoi che sia palese che ti sei innamorata di lui, proprio di lui. Eccolo il problema di fondo, l'ho trovato! Non riesco a scrivere qualcosa senza metterci quel brivido, quel po' di colore che solo una love story ti può dare. Non ce la faccio davvero a immaginare un racconto senza l'Amore, ecco. E visto che in testa ho lui, sempre lui, che cazzo posso fare, se non metterci lui nella tresca? Troppo simile al vero non posso rappresentarlo, sennò se ne accorgono tutti, anche se penso che si veda un casino anche senza bisogno di specificarlo. Evvai, mi ci voleva proprio una valvola di sfogo, non potevo tirare avanti a questo modo! Comunque, qualcosa di bello e di completo e finito voglio che salti fuori da quest'estate, anche se trascorsa lontano da ehm.. avete capito va!
Ad ogni modo, visto che devo ampliare i miei orizzonti e conoscere gente nuova, meglio cambiare argomento... 
Ecco la mia lista di libri da leggere prima che ricominci la scuola:
Il buio oltre le siepe - Harper Lee (finito)
Maus - Art Spiegelman (finito) 
Blankets - Craig Thompson (in dirittura d'arrivo)
L'angelo nero - Antonio Tabucchi 
Mastro don Gesualdo - Giovanni Verga (compito di italiano) 
Frankenstein - Mary Shelley (compito di inglese, versione ridotta di molto)
Il giovane Golden -J. D. Salinger
Mattatoio n. 5 - Kurt Vonnegut (ne parlano in Footloose)
Piano Meccanico - Kurt Vonnegut (compito di filosofia)
I Malavoglia - Giovanni Verga (compito di italiano, avrei dovuto leggerlo in prima superiore con l'altra prof, quindi in forse)

martedì 19 giugno 2012

L'amore si cela

Love hides in the strangest places
Love hides in familiar faces 
Love comes when you least expect it
Love hides in narrow corners
Love comes for those who seek it
Love hides inside the raimbow, yeah
Love hides in molecular structures, yeah 
Love is the answer

Provate per conto vostro a tradurre questo breve testo di Jim Morrison and The Doors, tanto non è complicato, sono per la maggior parte frasi fatti sul più vecchio e contato sentimento dell'universo. Oggi intendo fare ben altro; oltre al fatto che c'è ancora qualcuno fermamente convinto che i Doors appartengano al genere Punk, quello di Johnny Rotten e Joe Strummer, per dirla spiccia, mentre anticiparono il movimento britannico di un quindicennio,  voglio dimostrare che i testi di Morrison sono in possesso di una carica poetica che consentono loro un'autonomia incontrastata dalla musica. Prendete "Love Hides", apparsa nel disco "Doors in Concert": la melodia è immediatamente riconoscibile come loro, ma è monotona, e la voce di ottone & cuoio di Jim rimane pari, senza troppo fronzoli o mutamenti. Parla, come spesso fa nelle sue canzoni, ma il brano è relativamente corto e, come ho già cercato di rendere, privo di tensione. O forse no, la tensione potrebbe stare proprio in quei due minuti e cinquanta di versi semplici, orecchiabili, in rima, che racchiudono l'essenza dell'amore, o quasi. Negare la superiore capacità di Morrison nel comporre testi sarebbe come negare che Prévert abbia sintetizzato le stesse emozioni in Alicante
Un'arancia sulla tavola
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita. 
Senza un verbo, senza complementi di tempo, di modo, di fine, di causa, come accade spesso nelle poesie d'amore. Ma Prévert e Morrison sono poeti moderni, vivaci, sempre nuovi, sempre diversi, sempre se stessi. C'è certamente una componente autobiografica in questi versi del poeta francese, che attraverso con la sua vita e la sua opera tutto il Novecento, ma esso appare anche nei testi del gruppo rock. C'è spontaneità, novità, ma anche significati nascosti(si pensi al testi di Soul Kitchen), c'è immediatezza di comprensione, talvolta(Hello, I Love You dei Doors e Baciami di Prévert).
Ci ho provato, non penso di aver convinto nessuno, sono perplessa. Devo ritornare a scrivere post a pieno regime, sennò chi lo legge più sto piccolo angolo di mondo digitale? Un confronto azzardato, ma sono sempre io, Strummer :)
Sono tornata.