Dicono che in Italia ci siano più scrittori che lettori, è da un pezzo che lo sento ripetere. Penso che sia vero. Eppure continuo a ripetermi che i libri sono al serviszio degli scrittori, perciò leggo a tutto spiano.
E' da un pezzo che non scrivo di libri, mi pare.
Inizio dicendo che, fatto bizzarro, sono capace di scrivere di libri, ma comincio a chiedermi se scrivere libri, scrivere storie, sia la mia strada. Sono incostante, mi faccio prendere dalle trame che mi vengono in mente, e appena mi viene un'altra idea, finisco sempre per ritenerla migliore di quella precedente, comincio ad elaborarla, ma poi la faccenda torna daccapo. Che seccatura, ho tutti questi spunti messi in fila su un blocco di carta, e non riesco a portarne a termine uno senza lasciarmi sedurre dagli altri! Una volta, forse, le cose andavano diversamente. Perché non avevo niente di speciale che mi tenesse legata alla realtà, quindi lasciavo viaggiare l'immaginazione. Vivevo nelle mie storie, perché qui non c'era proprio niente a cui pensare. Questo accadeva quando ancora non mi sentivo parte di un gruppo, quando consideravo i ragazzi dei vermi senz'anima, quando andavo dietro a un fighetto bello ma vuoto, quando non amavo, ma servivo, solitaria, le cieche aspettative degli estranei più insulsi. Ora è diverso, è cambiato tutto. Sono solidamente ancorata a questo mondo da una cerchia di amiche di cui non posso più fare a meno (e questo mi rende felice, perché mai mi sono sentita più viva), ho rivalutato il ruolo degli uomini nella mia vita grazie ad nuove amicizie, contatti ripristinati e convivenze obbligate, ma soprattutto, soprattutto mi sono innamorata. Con i ragazzi che mi sono piaciuti fin ora pazienza - erano dei citrulli di tredici anni o giù di lì, che non conoscevo neanche tanto bene - era semplice; è facile narrare un'avventura quando hai solo un volto e dei tratti caratteriali fondamentalmente imprecisi e stereotipati con cui rapportarti. Come si fa, invece, ad ispirarsi ad una persona quando la conosci tanto bene e ami talmente il modo in cui è fatta, ogni cosa che compone l'idea di quell'individuo, che vorresti rappresentarlo esattamente com'è? Ovviamente questo non ti è concesso, però, perché non vuoi che sia palese che ti sei innamorata di lui, proprio di lui. Eccolo il problema di fondo, l'ho trovato! Non riesco a scrivere qualcosa senza metterci quel brivido, quel po' di colore che solo una love story ti può dare. Non ce la faccio davvero a immaginare un racconto senza l'Amore, ecco. E visto che in testa ho lui, sempre lui, che cazzo posso fare, se non metterci lui nella tresca? Troppo simile al vero non posso rappresentarlo, sennò se ne accorgono tutti, anche se penso che si veda un casino anche senza bisogno di specificarlo. Evvai, mi ci voleva proprio una valvola di sfogo, non potevo tirare avanti a questo modo! Comunque, qualcosa di bello e di completo e finito voglio che salti fuori da quest'estate, anche se trascorsa lontano da ehm.. avete capito va!
Ad ogni modo, visto che devo ampliare i miei orizzonti e conoscere gente nuova, meglio cambiare argomento...
Ecco la mia lista di libri da leggere prima che ricominci la scuola:
Il buio oltre le siepe - Harper Lee (finito)
Maus - Art Spiegelman (finito)
Blankets - Craig Thompson (in dirittura d'arrivo)
L'angelo nero - Antonio Tabucchi
Mastro don Gesualdo - Giovanni Verga (compito di italiano)
Frankenstein - Mary Shelley (compito di inglese, versione ridotta di molto)
Il giovane Golden -J. D. Salinger
Mattatoio n. 5 - Kurt Vonnegut (ne parlano in Footloose)
Piano Meccanico - Kurt Vonnegut (compito di filosofia)
I Malavoglia - Giovanni Verga (compito di italiano, avrei dovuto leggerlo in prima superiore con l'altra prof, quindi in forse)
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