martedì 19 giugno 2012

L'amore si cela

Love hides in the strangest places
Love hides in familiar faces 
Love comes when you least expect it
Love hides in narrow corners
Love comes for those who seek it
Love hides inside the raimbow, yeah
Love hides in molecular structures, yeah 
Love is the answer

Provate per conto vostro a tradurre questo breve testo di Jim Morrison and The Doors, tanto non è complicato, sono per la maggior parte frasi fatti sul più vecchio e contato sentimento dell'universo. Oggi intendo fare ben altro; oltre al fatto che c'è ancora qualcuno fermamente convinto che i Doors appartengano al genere Punk, quello di Johnny Rotten e Joe Strummer, per dirla spiccia, mentre anticiparono il movimento britannico di un quindicennio,  voglio dimostrare che i testi di Morrison sono in possesso di una carica poetica che consentono loro un'autonomia incontrastata dalla musica. Prendete "Love Hides", apparsa nel disco "Doors in Concert": la melodia è immediatamente riconoscibile come loro, ma è monotona, e la voce di ottone & cuoio di Jim rimane pari, senza troppo fronzoli o mutamenti. Parla, come spesso fa nelle sue canzoni, ma il brano è relativamente corto e, come ho già cercato di rendere, privo di tensione. O forse no, la tensione potrebbe stare proprio in quei due minuti e cinquanta di versi semplici, orecchiabili, in rima, che racchiudono l'essenza dell'amore, o quasi. Negare la superiore capacità di Morrison nel comporre testi sarebbe come negare che Prévert abbia sintetizzato le stesse emozioni in Alicante
Un'arancia sulla tavola
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita. 
Senza un verbo, senza complementi di tempo, di modo, di fine, di causa, come accade spesso nelle poesie d'amore. Ma Prévert e Morrison sono poeti moderni, vivaci, sempre nuovi, sempre diversi, sempre se stessi. C'è certamente una componente autobiografica in questi versi del poeta francese, che attraverso con la sua vita e la sua opera tutto il Novecento, ma esso appare anche nei testi del gruppo rock. C'è spontaneità, novità, ma anche significati nascosti(si pensi al testi di Soul Kitchen), c'è immediatezza di comprensione, talvolta(Hello, I Love You dei Doors e Baciami di Prévert).
Ci ho provato, non penso di aver convinto nessuno, sono perplessa. Devo ritornare a scrivere post a pieno regime, sennò chi lo legge più sto piccolo angolo di mondo digitale? Un confronto azzardato, ma sono sempre io, Strummer :)
Sono tornata.

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