venerdì 2 novembre 2012

Quattro salti in padella? Son tutte cazzate!

Ho fatto presto, lo so. Appena un ora fa uno dei miei film preferiti è stato abilmente demolito, facendo sì che dubbi atroci mi assalissero: ho temuto di aver interpretato male, se non alla rovescio, il messaggio di Footloose, che si tratti dell'originale o del remake. Già ora so come controbattere, intanto è un passo avanti. Verso il dire in faccia alla gente la verità, così, sul momento, al momento giusto. Ecco cosa mi è stato detto: che Footloose è una pellicola reazionaria, completamente imbevuta della morale americana che vuole le regole, e di conseguenza anche lo sconvolgimento di esse, approvati dall'alto, sempre. In un primo momento ho detto: «Okay, è vero. Ci sta». Poi però ci ha ragionato sopra. E la mia conclusione è che effettivamente è proprio così, nella vita vera, reale, nella politica del cambiamento, come nel film: bisogna avere l'appoggio delle autorità. Ma quello che fa Ren in Footloose non è cercare il favore del reverendo, ma qualcosa di più. Impartisce una lezione importante e molto attuale, che centra soprattutto e più che altro con il rapporto genitori - figli. La fiducia va conquistata, e i figli possono avere fiducia dai genitori solo se possono dimostrarsi responsabili. Non si possono cambiare le cose se c'è una fetta troppo grossa di gente che rema contro, ecco perché le grandi rivoluzioni non funzionano se non partono dal basso. Con i ragazzi la fetta predominante sono sempre gli adulti, un compromesso è necessario. Sono i nostri punti di riferimento, ma a volte possiamo insegnare anche noi qualcosa a loro. Dopodiché c'è una barriera invalicabile tra genitori e figli per cui i genitori non potranno mai essere sicuri al cento per cento del mancato impianto di corruzione spirituale all'interno dell' abbastanza generico "ballo dei diplomandi", ma questa è un'altra storia. Un piccolo inganno, non saprete mai come è andata a finire...

Nessun commento:

Posta un commento