Malinconica
vado per il mio giardino
accarezzando con le dita
le rose di sangue
….
per cicatrizzare
il dolore della mia solitudine.
Eravam piccini,
si giocava spesso,
si piangeva per un niente.
Nel cortile mi lanciava una palla
la biondina, e così io a lei.
Di soppiatto eccoti,
a tirarle i fili d'oro,
a farla gridare.
Si sentivano due urla solo per un attimo:
giungeva poi il riso,
limpido, sereno, vero,
una pioggerella d'estate.
Eravam piccini,
non c'era sospetto nelle nostre pupille,
nessuna antipatia nelle voci cristalline.
Non c'importavano gli occhi a mandorla,
la goffaggine, la lingua aggrovigliata...
A triangolo volava la palla,
e questo ci bastava.
La prima poesia è stata collegata tra i finalisti del "Premio Scafati" Edizione 2010. 26° Trofeo Nazionale di Poesia e Narrativa del Ragazzo. La Seconda è stata premiata tra i finalisti del Concorso indetto dalla Città di Carpi, "Nati per Vincere?", sul tema della disabilità.
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