Ho fatto un sogno, uno di quelli che si ripetono spessissimo, uno di quegli scherzi di Morfeo per illudere persone alla cui esistenza manca qualcosa. Ho fatto un sogno, ora ve lo racconto.
Punto uno, a me manca un ragazzo.
Nel sogno andavo in un bar tutto musica tunz tunz e drag- queen (ma solo il martedì sera). Ero lì perché una mia amica sperava di incontrare l'uomo della sua vita. Ecco, a un certo punto mi metto a parlare con un tizio che se ne sta al bancone chiedendosi il perché si trova lì, in quel locale di merda. Ero perfettamente d'accordo con lui, mi sentivo fuori posto anch'io. Lui mi spiegò che probabilmente l'unico motivo per cui si trovava lì era che il suo migliore amico doveva vedersi con un ragazzo conosciuto tramite facebook. Il suo amico aveva scoperto di essere omosessuale da poco, o forse avevo solo quella curiosità assoluta verso tutte le cose più trasgressive tipiche dei sedici anni, così mi disse il giovanotto. Sembrava Sid Vicious, per la miseria, aveva i capelli ribelli tagliati male, e si vedeva che non erano ricoperti di gel, perché il loro bagliore riflesso era vivo, non come quello delle teste dei tamarri, che sembrano bottiglie piene di lucciole tramortite. Era altissimo – per me i ragazzi sono tutti dei giganti, essendo alta un metro e sessanta – e aveva strani occhi grandi e grigi, che creavano un bizzarro contrasto con la sua capigliatura di bronzo. Indossava pantaloni neri e vecchissime All Stars violacee per cui avrei dato tutti risparmi della mia paghetta (adoro le sneakers lacere!); la sua maglietta viola scuro era tutta strappata, un po' stropicciata, ma profumava di pulito. Rimasi rapita del suo chiodo in vera pelle. «Deve essere costato un botto di soldi! – credo di aver esclamato.» «E' l'unica cosa che ho chiesto ai miei lo scorso natale, – mi rispose – sapevo che valeva un sacco, ma almeno so che mi durerà un pezzo!» Poi mi chiese un consiglio sul drink. Gli risposi che se voleva una birra lì c'erano solamente marche tedesche sconosciute e mix zuccherati alla frutta; sapevo solo del Vodka alla fragola che pareva gustoso, e di quello con la menta che sapeva di collutorio. Glielo sconsigliai, ma con grande sorpresa lui ordinò proprio quello. Mentre aspettava che glielo facessero, si godette divertito il mio sgomento. Proprio non me l'aspettavo; se il mio scopo fosse stato quello di rimorchiarlo sarei rimasta ferita, ma risi solo sommessamente. «Come ti chiami? – chiesi guardandolo divertita mentre si rendeva conto che avevo ragione sulla menta» «Sidney, e tu invece, qual'è il tuo nome? - chiese, all'improvviso sembrava serio»«Sara» «Il tuo vero nome, intendevo.» Quasi istintivamente risposi “Strummer”
Ci siamo messi insieme due sogni dopo. Chissà se la storia andrà avanti. Comunque io vi terrò informati. Tanti baci dalla vostra STRUMMER.
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