martedì 3 aprile 2012

T'adoro - Charles Baudelaire

T'adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!

E tanto più t'amo quanto più mi fuggi, o bella,
e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

Quando non sapete cosa scrivere, cosa c'è di meglio che commemorare i grandi della lirica?
Io e le altre del Bruno Club amiamo Charles, perché è diretto e allo stesso tempo assolutamente struggente e pieno di romanticismo. I suoi giri di parole, la sua ironia, la sua sofferenza. 
I grandi poeti del passato servono anche a questo; lanciarti un messaggino, un po' di speranza, di sicurezza... Qualsiasi cosa tu stia passando, è capitata, prima o poi, a qualche grande scrittore, che nelle sue pagine dense di esperienza vuole trasmetterci la consapevolezza che non siamo soli. Qualche volta ci lasciano una soluzione, altre la Storia ci tramanda che le vicissitudini furono ai nostri maestri fatali. Ma questo non può e non deve scoraggiarci. «Scrivete, impegnatevi» sembrano urlarci dalle loro tombe. Naturalmente l'amore non corrisposto non portò Baudelaire alla morte, ma i suicidi per amore sono una lunga schiera di gru nell'Inferno di Dante. Fatto sta che, se loro non ce l'hanno fatta a sopportare il dolore, noialtri possiamo provarci, almeno. Chissà, se son rose fioriranno... 
La poesia aiuta, cazzo se da' una mano, eccome! Impresse sul foglio bianco, le emozioni si concretizzano, possono essere comunicate, se come Re Giorgio soffrite di balbuzie. Oppure, se il vostro scopo non è dichiararvi, è bellissimo rileggere le parole del proprio cuore, la sera, al caldo sotto le coperte. E ripetersi da sé: «Cavolo, è proprio vero». Non perdiamo la speranza, nella vita non si può mai sapere...

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